>>Cooperazione Internazionale
Cooperazione Internazionale
Progetto di Cooperazione Internazionale tra l'ANAC Pupilles du Congo e Architettura Senza Frontiere Onlus
L’obiettivo comune del progetto è quello di valorizzare e concretizzare le potenzialità e le risorse della comunità locale creando un’oasi dove i minori abbandonati o orfani possano trovare accoglienza dal punto di vista umano e possano usufruire di strutture primarie ( bagni, punti fuoco per cottura cibo e sterilizzazione dell’acqua ) riducendo il rischio di malattie infettive . In relazione a quanto detto le attività programmate saranno finalizzate all’ istruzione, alla sensibilizzazione e all’educazione alla manualità attraverso piccoli lavori artigianali ed agricoli valorizzando i loro prodotti e la loro cultura. Visualizza l'articolo completo
02/05/2009

>>NATALE SOLIDALE 2008
<B>NATALE SOLIDALE 2008</B>AUGURIAMO A TUTTI I VISITATORI BUONE VACANZE PER IL SANTO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO.
CONFIDIAMO NELLA SOLIDARIETA' DEI VISITATORI AFFINCHE' QUEST'ANNO SI UNISCANO A NOI PER OFFRIRE UN SORRISO AI NOSTRI BAMBINI. IL NATALE E' PER TUTTI, PER LORO LA NOSTRA GENEROSITA' SI TRASFORMA IN UN'OPERA ESSENZIALE AL LORO SOSTENTAMENTO E UN GESTO PER NOI INSIGNIGICANTE RISULTA PER LORO DI VITALE IMPORTANZA.


DI SEGUITO SI RIPORTANO LE COORDINATE BANCARIE PER DONAZIONI LIBERE:
Bonifico sul c/c bancario N° 6153 / 14862419
Bonifico sul c/c bancario ­ Europee (IBAN): IT24 F010 1079 1916 1531 4862 419
BANCO DI NAPOLI S.P.A. – CORSO UMBERTO I N° 10/18
CAP 72021 FRANCAVILLA FONTANA (BR) ITALIA (IT)

POTETE SCARICARE IL MODULO PER LE LE ADOZIONI A DISTANZA CLICCANDO QUI

GRAZIE PER L'ATTENZIONE E BUONE FESTE.
22/12/2008

>>TESTIMONIANZE DAL CONGO (18 FEBBRAIO 2008)
TESTIMONIANZE DAL CONGO (18 FEBBRAIO 2008)Il 18 febbraio 2008 cinque dei nostri collaboratori della sede di Chieti partono per il Congo per portare viveri, indumenti, medicinali per la nostra casa d’accoglienza “Mama Elena”. Era mio desiderio consentire loro questa esperienza meravigliosa per poter trasmettere agli altri, al loro ritorno, la straordinaria emozione di vivere a contatto con i nostri bambini, con chi gli sta vicino, con chi ogni giorno, ogni minuto si adopera per migliorare la loro condizione di vita, che hanno avuto la sola sfortuna di nascere in un paese dilaniato dalla guerra, dalle malattia e dalla fame. Sono convinto che solo se ognuno di noi vive questa esperienza riesce a comprendere la vera emergenza che affligge questo popolo.
Vi riporto di seguito le testimonianze della loro esperienza così come l’hanno vissuta…
Presidente ANAC

Lina:
“dopo aver vissuto un’ esperienza estremamente intensa, non è mai facile trovare le “parole giuste” per raccontarla e per raccontarsi. Tornando dal Congo, le parole giuste diventano praticamente inesistenti.
Un viaggio atteso a lungo e infinitamente desiderato: una esperienza di condivisione che ha coinvolto la mente e il cuore e che ha richiesto un notevole impegno organizzativo e anche fisico, che ci ha “fatto fare i conti” con le nostre paure –facendocele superare-, e con le nostre sicurezze –facendocele crollare-. Una settimana soltanto. Purtroppo.
Una settimana nella quale la nostra vita si è intrecciata con quella di un popolo gentile che ci ha accolti, bianchi fra neri, uomini fra uomini, e ci ha aperto con fierezza e dignità le porte delle sue case umilissime case, superando il sospetto come, invece, molte volte noi qui non siamo capaci di fare.
Come catapultati in una realtà totalmente diversa dalla nostra, ci siamo ritrovati a dare una nuova dimensione alla nostra vita, a riconsiderare tutto con occhi diversi, a mettere in discussione tutte quelle che pèer noi erano le nostre “normalità”:il concetto del tempo, le abitudini, la fede, la capacità di sperare, l’ educazione, la gestualità e persino la quasi eccessiva bianchezza della nostra pelle!
Noi che nelle nostre case non diamo più valore a un gesto cosi semplice come bere un bicchiere d’ acqua, davanti a un popolo che quotidianamente fa i conti con la fame, la fatica del vivere, l’ instabilità politica e militare, le malattie e la costosa precarietà sanitaria, ci siamo sentiti quasi “fuori luogo” con i nostri spray antizanzara o con le nostre bottiglie di acqua minerale –pur essendo il loro utilizzo- finalizzato a tutelarci dalla malaria e da altri rischi sanitari. La grazia, l’ educazione e l’ eleganza che neppure la miseria più assoluta è riuscita a imbruttire; la dignità e la speranza di un popolo in continuo movimento, ci hanno regalato una profonda lezione di vita. Le mani tese e quegli occhi grandi e terribilmente tristi di tanti faccini così poco avvezza alle coccole e alle attenzioni, ci ha letteralmente “sgangherato” il cuore.
Direttrice Sede Chieti

Emiliano:
“è stata davvero un’esperienza bellissima e straziante al tempo stesso. Un’esperienza di vita. Vissuta…e che ci ha toccato l’anima…
Le informazioni che ci arrivano da tv, giornali, libri, documentari, o persino il racconto di chi un’esperienza l’ha vissuta in prima persona, è qualcosa che, più o meno, in tanti pensiamo di conoscere…
No. Non sappiamo niente.
Non è la stessa cosa.
Solo ora, so che posso dire di sapere. E non è ancora abbastanza. Perché vivere un’esperienza e ascoltare il racconto di chi l’ha vissuta, sono due cose di gran lunga diversa…le emozioni, la condivisione, la gente…è difficile raccontare…
La fase dei preparativi, il “corri, corri” per avere vestitini e scarpe, medicinali, integratori, latte in polvere e omogeneizzati, pastina e legumi, biberon, pomatine, detergenti, spazzolini, dentifrici, e ancora…quaderni, astucci, colori, radio, scanner e, perché no, anche giochino e palloncini per i più piccini…hanno riempito i nostri borsoni fino quasi a farli scoppiare… Portare tutto a destinazione ci sembrava qualcosa di veramente grande. L’insistenza e la determinazione ci hanno permesso che tutto si svolgesse come ci eravamo prefissati prima di partire…poi però, ci siamo accorti che i nostri sforzi sono stati soltanto una goccia nel mare…e siamo stati male perché la sensazione che tutto quel nostro fare fosse ancora così poco, ci ha massacrato il cuore…
Però qualcuno lì, ci ha ricordato che il mare è fatto proprio di tante gocce…e così, anche noi, seppure con poco, a quei bambini abbiamo regalato un sorriso. Bambini bellissimi, ai quali un triste destino, con la complicità dell’uomo, nega anche i più elementari diritti. Bambini che hanno davvero bisogno di tutto, ma che anche una carezza sorprende in maniera inaspettata e li riempie di gioia facendo loro dimenticare, anche solo per un attimo, la fame, la sporcizia, la malattia, la paura…
Un popolo “forte” e così “abituato” alla sofferenza da non potersi concedere neppure il “lusso” di regalare gesti d’affetto ai propri figli, ai quali già dai primi mesi, la vita chiede di “imparare” a soffrire, ma non per questo a non avere fede o a non sperare, anzi, è la fede ciò che li aiuta a vivere……pensiamo di essere migliori?non è così”.
Socio ANAC

Lina:
“é vero, siamo partiti carichi. Carichi di borsoni ad uno ad uno pesati per non rischiare di perdere un solo grammo del quantitativo che ci era stato permesso di imbarcare.
Carichi d’amore, di energie e di voglia di fare…ma il carico del ritorno è stato di gran lunga maggiore: nonostante i trecentocinquanta chili in meno e le “tasche vuote”, il fardello che ciascuno di noi si stava riportando nel cuore era enorme. Stavamo riportando con noi una responsabilità: la promessa di vita fatta a quei piccoli; il nostro progetto più grande: regalare loro un sorriso. Non perché prima del viaggio il senso di responsabilità non ci fosse. Ma non li avevamo ancora guardati negli occhi se non che nelle foto, non li avevamo visti piangere e sorridere, non ci avevano abbracciato e non li avevamo accarezzati; non avevamo nelle narici gli odori; non avevamo nelle orecchie le loro voci e negli occhi la loro tristezza…ora è diverso.
Ora c’è Valerio che mi corre incontro e che mi salta in braccio gridando “Lina!”…o che si diverte a pizzicare il naso di Davide, conzonandolo in linkala…ora ci sono Jannette e Louise che con i loro sorrisi hanno divorato il cuore di Emiliano e di Stella e che, con i loro gridolini allegri e la loro voglia di coccole sembrano uccellini festosi per una primavera ritrovata…c’è, Jean Bernard, che con la sua timidezza e la sua aria da ometto ha rapito Annamaria…e poi…poi, ci sono loro…
Gli altri, tanti, troppi uccellini che ancora attendono di riscattare una briciola della loro infanzia negata…neppure le lacrime sono rimaste…persino i neonati non piangono…inutile sprecare le poche energie sopravvissute alla fame, quando già sanno che non ci saranno braccia a prenderli per consolarli, per curarli e per amarli”.

Elena:
Dopo lunghe discussioni, analizzando sempre i pro e i contro e - senza negarlo - l'estrema insistenza dei nostri collaboratori e dirigenti abruzzesi, si è deciso il viaggio in Congo. Ritengo che a chiunque venga dato l'onere di dirigere una sede, dato il compito di avvicinare gli animi al problema africano, ha un solo modo per farlo: andare in Africa. Le parole che si usano per descrivere la fame, la miseria che attanagliano questo popolo sono sempre le stesse, ma la diversità è nell'enfasi e nella convinzione che ognuno di noi per vera esperienza mette nelle parole. In fondo se notiamo le lettere dell'alfabeto si contano con poche mani eppure riescono a narrare cose straordinarie e cose tremende. Ciò a dimostrare che non con parole ma con fatti possiamo cambiare la realtà. Grazie Lina, Emiliano, Annamaria, Stella, Davide, grazie a tutti voi che con fatti avete donato parte della vostra vita e del vostro cuore alla causa comune. Oggi con certezza so che nessuno di voi saprà dimenticare e rinunciare alla promessa d'amore fatta, che da anni mi coinvolge.
Vice Presidentessa ANAC
27/04/2008

>>Moda “in” Francavilla Fontana
Moda “in” Francavilla FontanaL’idea è partita da uno dei nostri più grandi benefattori, il signor Andriulo Giampiero, titolare della Ditta Bamby s.a.s, il quale ha pensato bene di sensibilizzare la popolazione al problema dei bambini orfani del Congo, attraverso la sponsorizzazione di una piccola sfilata di moda, durante la quale è stata prevista la presentazione del nostro ente e delle sue attività. Moda IN a Francavilla Fontana Scopo dell’A.N.A.C., infatti, è quello di avvicinare la gente al problema dei bambini orfani ed abbandonati del Congo, anche tramite iniziative parallele e diffuse. In tal modo, ognuno, a partire dalla propria esperienza personale e professionale può offrire il suo contributo anche nel proprio campo. Così anche quest’idea si è subito trasforma in realtà ed il 18 novembre, nei padiglioni della Fiera dell’Ascensione di Francavilla Fontana, si è svolta la manifestazione “Moda in” – Francavilla Fontana, patrocinata dalla stessa Fiera e dal Comune di Francavilla Fontana, e con la partecipazione dell’Assessore per la Cultura e per lo Sport, il Signor Mimmo Bungaro, e di altre personalità. L’apertura della serata è stata fatta dalla vice-presidente dell’A.N.A.C. Pupilles du Congo, la signora Elena de Gironimo, la quale ha illustrato, coinvolgendo il pubblico, l’attività dell’ente ed ha spiegato come esso si adopera a favore dei bambini orfani del Congo. Si è dato così inizio alla sfilata di moda, che è stata mandata in onda da Studio 100. Il pubblico si è dimostrato interessato e si spera che iniziative del genere possano riproporsi anche sotto sollecitazioni di altri cittadini interessati.
02/02/2008

>>Facciamoli sorridere
Facciamoli sorridereSi è tenuto l’8 dicembre 2007, alle ore 17:00, presso “Istituto S. Camillo” C.so Marruccino di Chieti, un incontro dal titolo Facciamoli sorridere, organizzato dal nostro Ente, attraverso l’iniziativa dei soci Lina Di Bucci ed Emilano Marinucci, e coordinato assieme all’Equipe Territoriale Adozioni Chieti rappresentato dalla Dr.ssa Annamaria Galassi, dalla Dr.ssa Marina Di Iorio e dall’Istituto S. Camillo di Chieti. L’incontro ha avuto per tema le testimonianze di vita vissuta in relazione alle adozioni a distanza ed sulle adozioni internazionali con il la Repubblica Democratica del Congo, ex Zaire. Si è inoltre discusso delle fasi dell’iter burocratico da svolgere per attivare e per portare a compimento un’adozione. All’incontro sono state invitate alcune delle associazioni autorizzate dalla C.A.I. ad effettuare adozioni internazionale in Congo.
Incontro a Chieti Scopo della serata, inoltre, è stato quello di presentare le attività dell’Ente in loco, spiegando nel dettaglio l’organizzazione sul territorio del nostro Ente, descrivendo la rete di relazioni e le specifiche cognizioni di campo in relazione al territorio e alle problematiche proprie della Repubblica Democratica del Congo. Si è, inoltre, presentato il programma di sussidiarietà istituito fra l’A.N.A.C. ed i Missionari Oblati di Maria Immacolata. Il programma prende nome di Progetto Oasi e si prefigge di realizzare un campus comprendente una casa di accoglienza per minori orfani o abbandonati ed un piccolo presidio medico di pronto soccorso. Il progetto su carta è stato approvato in via definitiva dagli enti congolesi preposti e la casa di accoglienza è già operativa da alcuni mesi sotto il nome di “Orfanotrofio Mama Elena”. Attraverso questa struttura, secondo progetto, si intenderà dare lavoro soprattutto a donne vedove e a ragazze madri, cercando così di sottrarle al loro stato di bisogno e migliorando la qualità della vita sia delle madri che dei bambini. L’incontro ha suscitato l’interesse dei presenti, e si prevede un prosieguo delle attività dell’Ente e un futuro di collaborazione anche con gli attori sociali di Chieti, che la nostra associazione ha l’occasione di ringraziare per la disponibilità e la cordialità.
02/02/2008

>>Forum ANAC
Forum ANAC
Nasce il Forum ANAC, uno strumento per dialogare con le famiglie sui problemi quotidiani e straordinari dell'adozione, per approfondire lo svolgimento delle pratiche adottive, per utili consigli e per informazioni di qualsiasi tipo relative al Congo e alle attività di cui l'Associazione Nazionale Adozioni Congo si occupa.
10/12/2007

>>BAMBINI SOLDATO
<B>BAMBINI SOLDATO</B>
Bambini Soldato
A fine giornata, i bambini soldato, diventano spesso piccoli schiavi costretti a svolgere i lavori più duri, a trasformarsi in spie di gruppi armati, a fornire prestazioni sessuali. Le bambine sono costrette ad assumere contraccettivi o a sottoporsi a continui aborti. Sono spesso picchiati e drogati e se tentano di fuggire, vengono mutilati o uccisi.
Minorenni sfruttati come manodopera
In tutte le grandi città congolesi, per un tozzo di pane, i ragazzi di strada si offrono per i lavori più umili e rischiosi. Nella città di Kinshasa vivono circa 30.000 “ragazzi di strada”, che cercano di sopravvivere in qualche modo; nelle miniere del Kasai, i minorenni vengono spesso sfruttati come manodopera nelle rischiose attività di estrazione dei minerali.
KINSHASA (enfants sorciers) BAMBINI MALEDETTI
La fame e la miseria portano i genitori a dire che i propri figli sono posseduti dal diavolo. E per questo sono cacciati di casa, umiliati, picchiati, a volte uccisi. Il fenomeno degli enfants sorciers era pressoché sconosciuto a Kinshasa. E' vero che in Congo la magia nera fa parte della cultura tradizionale - qui più o meno tutti credono negli spiriti maligni. Ma un tempo l'accusa di stregoneria cadeva solo sulle persone adulte, il più delle volte sugli anziani che rischiavano di venire strangolati o bruciati (così che la terra non venisse contaminata dal loro sangue), o nel migliore dei casi cacciati dalla comunità. Oggi questo destino tocca a bambini la cui unica colpa è trovarsi vicini alle disgrazie di tutti i giorni. Non a caso gli enfants sorciers provengono sempre da famiglie povere, in cui spesso la madre è morta (l'aspettativa di vita per una congolese è di 47 anni) o il padre si trova a combattere lontano (il Congo è teatro di una guerra dimenticata che in 5 anni ha provocato 3 milioni e mezzo di morti). E anche quando entrambi i genitori sono presenti, in casa mancano i soldi per il cibo: l'accusa di stregoneria diventa la scusa per liberarsi di un'altra bocca da sfamare. Una epidemia di furore superstizioso e di paura che distrugge vite giovanissime, alimenta nuove sette e procura affari d'oro agli esorcisti.
Traffico organi bambini
Il commercio di organi di bambini è una piaga che si sta spargendo a macchia d’olio, nell’Africa centro meridionale e non risparmia sicuramente neppure il Congo, anche se non ci sono rapporti ufficiali.. “Il traffico di carne umana è esploso negli ultimi due anni: sempre più frequentemente vengono rinvenuti nei campi, abbandonati ai margini della strada, come immondizia, cadaveri di adolescenti tra i 12 e 15 anni, privati di occhi, reni, fegato, pancreas , cuore. Corpi seppelliti sul posto, in una buca, per ordine della polizia, senza indagini, senza autopsia, senza una manifesta volontà di cercare le responsabilità” Le prime vittime i bambini di strada Dove non esiste un’anagrafe obbligatoria, bambini senza un nome, un’indefinibile tragedia che si consuma sotto gli occhi dell’umanità che sembra cieca e sorda…. Prime vittime del traffico di organi umani, sono naturalmente i bambini di strada, quelli che nessuno reclama se spariscono, creature che non hanno un posto per vivere, che vengono considerati la spazzatura della città; non c’è nessuno che vada a piangere la scomparsa di questi bambini, pertanto è più facile e meno rischioso intraprendere il commercio.
Una guerra fratricida
che in una decina d’ anni, nel raggio di 300 Km, tra Congo, Rwanda, Burundi e Uganda, ha causato più di 9.500.000 morti ed un numero imprecisato di dispersi nelle foreste e di sfollati. La guerra congolese in particolare, sprigionatasi nel Nord-Est del paese, ha avuto inizio nell’agosto del 1998 ed è terminata, sulla carta, con gli accordi di Pretoria nel dicembre 2002, cui segue nel luglio 2003 il varo di un governo di transizione, istaurato a Kinshasa (in cui hanno trovato spazio tutte le anime della guerra congolese).Siamo arrivati al 2007 e la situazione, però, è quanto mai precaria ed incerta, lo dimostra quanto avviene tutt’ora nel Sud Kivu. Più che la politica, sembrano guidare il destino del Paese, gli interessi economici per lo sfruttamento delle enormi ricchezze naturali delle regioni del Nord Est congolese, confinanti soprattutto con Uganda e Rwanda, dalle cui numerose miniere si estraggono: oro, diamanti, cassiterite, uranio, coltan….
Vergognosa verità.
In tutto il mondo, anche in alcuni così detti “paesi civili”, ci sono 500.000 bambini soldati sotto i 18 anni che sono incorporati negli eserciti di oltre 85 paesi. Attualmente, 300.000 di loro sono combattenti in diversi conflitti armati. Alcuni di loro hanno solo sette anni. Nell’esercito congolesi almeno il 70 % dei bambini soldati, sono femmine, usate oltre che per combattere, anche e soprattutto a scopo sessuale.
01/11/2007

>>Sostieni i bambini del Congo con il 5x1000
Sostieni i bambini del Congo con il 5x1000Anche quest'anno l'A.N.A.C. è presente alla raccolta fondi per il progetto OASI volto alla costruzione di un orfanotrofio nuovo ed attrezzato per ospitare un centinaio di bambini orfani che versano in condizioni estreme in una vecchia struttura privi dei beni e mezzi primari: alimenti, acqua, servizi igienici sono praticamente assenti. L'A.N.A.C. sostiene questi bambini, ma non ci si può fermare qui. Lo scopo di tale raccolta è quello di ridare a tali bambini una vita dignitosa e la possibilità di crescere per un proprio futuro.
Per la donazione ci si riferisca alla P.IVA 02014930750. E' possibile seguire lo sviluppo del progetto consultando il sito www.oasideibambini.135.it.
Per contribuire alla raccolta fondi scarica e distribuisci il volantino informativo.
24/04/2007

>>Raccolta fondi ANAC "Pupilles du Congo"
Raccolta fondi ANAC "Pupilles du Congo"L'ANAC "Pupilles du Congo" saluta gli operosi e volenterosi ragazzi del Fantafobal e la LISTA qIN di Brescia per la raccolta svolta a favore dei bambini del Congo. Il nostro lavoro e impegno è maggiormente rafforzato dalle persone semplici ed è anche per merito delle piccole iniziative che le speranze di molte bambini possono diventare qualcosa di più. Grazie.
16/03/2007

>>Il Ministro degli Affari Sociali socio A.N.A.C.
Il Ministro degli Affari Sociali socio A.N.A.C.Mons. Valerio Eko, referente A.N.A.C. "Pupilles du Congo" in Congo, consegna al Ministro degli Affari Sociali congolese Laurent OTETE OMANGA W’OTETE il titolo di socio onorario dell'ente per l'impegno e la collaborazione profusa verso la stessa. Viene rinnovata e rinsaldata l'amicizia tra l'A.N.A.C. ed il governo della Repubblica Democratica del Congo. A sottolineare l'evento si riportano le parole espresse dal Ministro: Spesso nel suo campo lavorativo, l'aiuto viene come una goccia d'acqua nel mare dei bisogni dopo la guerra e la povertà che conosce del paese. Ciò che conta è il cuore con il quale questo aiuto viene dato che qualifica il gesto. L'altruismo è l'amore fraterno perchè siamo tutti figli di un solo Padre Eterno...
vedi Orphanilait Mama Elena
04/01/2007

>>La mappa della fame
La mappa della fameIl "Corriere della Sera" del 13 novembre 2006 pubblica la mappa della fame, tratta da un stima della Fao. Secondo il direttore generale della Fao il numero degli affamati nel mondo aumenta di 4 milioni all'anno. Lo stato di povertà della Repubblica Democratica del Congo è evidente, ecco perché vi è sempre un maggiore impegno dell'A.N.A.C. "Pupilles du Congo" a sostegno della popolazione congolese.
31/12/2006

>>Lettera all'A.N.A.C.dal nostro referente in Congo
Tregua o fine della guerra? Da domenica 20 agosto fino ad oggi a mezzogiorno, abbiamo passato dei brutti momenti per questa guerra a Kinshasa. Tutto è cominciato con l'annuncio dei risultati delle votazioni dei candidati presidenti della repubblica. Ne sono rimasti due fra i quali scegliere. E' scoppiata una sparatoia nella città. Una vera tragedia con il fumo nero e un rumore incredibile dei fucili pesanti di guerra: sembrava un film o il medioriente. Piano piano sappiamo più o meno che c'è la tregua o la fine della guerra a Kinshasa. Alcuni morti, alcuni feriti, la TV non dice niente...Questa mattina dalle 6 fino alle 8, proprio davanti alla procura c'è stato un gruppo di militari che sparava in disordine. C'era un po' di paura. I militari non volevano vedere un gruppo di persone camminare insieme. Adesso, niente. Tregua o fine della guerra? Non si sa. Tutto sotto controllo adesso, non si sente più la sparatoia dei fucili pesanti come ieri e l'altro ieri. Però le strade erano vuote, solo i militari ben armati, a piedi o con le macchine. Fin'ora nessuno sa dire esattamente ciò che sia successo. Il padre Generale nostro non ha potuto viaggiare oggi, non c'è nessun volo nazionale né internazionale. Immagina un po' la sua situazione? Ci hanno consigliato di non uscire per cautela. Stiamo bene e confidiamo per tutto nel Signore. Padre Valerio Eko
15/11/2006

>>Bimbi soldato (di Carla Amato)
Sono i bambini soldato le vittime nel primo caso trattato dalla Corte criminale internazionale.
Il 28 agosto, il viceprocuratore capo della Corte, Fatou Bensouda ha reso infatti noto che sono state depositate le accuse e la lista delle prove contro Thomas Lubanga Dyilo, un cittadino congolese incriminato per l'arruolamento di bambini al di sotto dei 15 anni affinche' partecipassero attivamente alle ostilita' nella Repubblica democratica del Congo.
Ex capo di un gruppo della milizia nella guerra nel distretto nord-orientale di Ituri della Repubblica congolese, Thomas Lubanga Dyilo e' il presidente dell'Unione dei Patrioti Congolesi ed era il Comandante in capo dell'ala militare precedente, le forze di liberazione del Congo, ai tempi in cui i crimini sono stati commessi.
L'udienza di conferma e' prevista per il prossimo 28 settembre. In essa i giudici decideranno l'eventuale rinvio a processo. Thomas Lubanga Dyilo ed il suo difensore - che riceveranno anticipatamente il documento dell'accusa - saranno presenti all'udienza con la possibilita' di obiettare alle accuse, mettere in dubbio le prove o presentarne altre a discolpa.
Se le accuse saranno confermate, il caso del Lubanga sara' storicamente il primo processo davanti alla corte criminale internazionale e sara' la prima volta che un individuo sara' portato isolatamente davanti ad una corte internazionale in base a questo crimine.
La Convenzione internazionale per la protezione dei minori e quella per i bambini soldato stabiliscono che i minori di 16 anni non possono essere arruolati in eserciti o gruppi di militanti armati e che prima dei 18 anni non possano essere impiegati nella zona dei combattimenti attivi.
54 gruppi di 11 Paesi, fra cui le Tigri Tamil dello Sri Lanka, le FARC colombiane, i miliziani Janjaweed in Darfur, il partito Comunista-Maoista in Nepal e l'esercito di resistenza del Signore in Uganda, utilizzano bambini - talora di meno di dieci anni - come soldati, servi o schiavi sessuali per i combattenti. Secondo l'ONU, piu' di due milioni di bambini sono morti nell'ultimo decennio in situazioni di conflitto armato, mentre sei milioni hanno subito amputazioni o altri effetti gravi e irreversibili.
La corte criminale internazionale - che e' un tribunale permanente e non coincide con il Tribunale internazionale dell'ONU - e' stata fondata con lo statuto di Roma il 17 luglio 1998, una convenzione ratificata ad oggi da 101 Paesi del mondo, e si occupa di genocidi, crimini di guerra e crimini contro l'umanita', perseguendo singoli, e non Stati.
Altri casi all'attenzione della Corte sono quello dell'Armata del Signore in Uganda, ma anche la Repubblica democratica del Congo e la Repubblica centroafricana hanno chiesto che la corte studi i crimini commessi sul loro territorio, mentre il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha chiesto alla Corte di occuparsi del la situazione del Darfur, in Sudan.
Tratto da www.osservatoriosullalegalita.org
31/08/2006

>>Ama l'Africa e i suoi animali
lunedì 23 gennaio 2006 12:38:39 (informazioni da CET da lumachina) Coltan, risparmi enegia ma consumi ambiente Cinque anni fa si è parlato molto di Coltan (columbite-tantalite), un minerale da cui si estrae il tantalio che, se usato nei circuiti elettrici, permette di risparmiare energia per far funzionare più a lungo, ad esempio, i cellulari e i computer portatili. Il problema era che, per setacciare la sabbia ricca di coltan nelle foreste del Congo, si sfasciava l'ambiente dei gorilla e, peggio, si sfruttavano i minatori congolesi. 10.000 agricoltori sono state trasfreriti in minera per rispondere alla crescente domanda di questo minerale, i cui guadagni servivano a mantenere l'esercito; a loro si sono aggiunti i prigionieri di guerra ruwandesi. Tutti quanti si procacciavano cibo ammazzando le specie protette nei parchi naturali. Motorola e la Nokia hanno chiesto ai propri fornitori di non usare tantalio proveniente dal Congo. Pare che siano stati trovati giacimenti di coltan in Brasile e in Australia. La situazione era così grave da spingere l'IUCN (International Union for Conservation of Nature) a chiedere alle Nazioni Unite di mettere sotto embargo il coltan del Congo. Voci di protesta si sono levate contro l'embargo voluto dalle Nazioni unite: anche gli ambientalisti locali sostengono che l'estrazione del coltan è comunque meno distruttiva del disboscamento, l'altra risorsa a portata di mano. Una ditta statunitense (Eco-cell) cerca di cavalcare le richieste degli ambientalisti preoccupati per l'ambiente offrendosi di riciclare i telefonini vecchi. Fino al 2004 lo faceva anche Vodafone. Il coltan serve anche per fare pezzi di motore degli aerei, airbag, fibre ottiche, ... insomma, i problemi ambientali sono una gran bella matassa: prima di cambiare telefonino, pensateci su.
10/08/2006

>>5x1000 per l'ANAC
Società Cooperativa Sociale Onlus “Europa Educazione” Viale dello Stadio, 11 - 73100 LECCE Tel. 0832.315166 – Fax. 0832.316594 www.oasideibambini.it La Società Cooperativa Sociale onlus “Europa Educazione” può essere destinataria del 5 per mille da parte dei contribuenti La legge finanziaria ha previsto per l’anno 2006, a titolo sperimentale, la destinazione in base alla scelta del contribuente di una quota pari al cinque per mille della imposta sul reddito delle persone fisiche per finalità a sostegno del volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni ed altre enti e realtà riconosciute. Il contribuente può destinare la quota del cinque per mille della sua imposta sul reddito, relativa al periodo di imposta 2005, scrivendo il codice fiscale dell’ente al quale vuole devolvere la quota prevista. Bisogna apporre nel riquadro “A”, già predisposto sui modelli di dichiarazione (CUD 2006, 730/1-bis redditi 2005, Unico 2006), il codice fiscale dell’ente prescelto. Quanti vorranno destinare il cinque per mille del proprio reddito alla Società Cooperativa Sociale “Europa Educazione” Onlus dovranno apporre nel riquadro “A” il seguente codice fiscale: 02014930750 Le somme derivanti dal cinque per mille alla Società Cooperativa Sociale “Europa Educazione” onlus saranno utilizzate per progetti attivati e da attivare: • CENTRO EDUCATIVO PER L’INFANZIA “Don Gaetano Quarta” a Lecce: asilo nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria ad indirizzo montessoriano • PROGETTO “DOPO DI NOI” a Tuglie e Lecce: assistenza ed accoglienza portatori di handicap che abbiano perso temporaneamente o definitivamente i riferimenti familiari • PROGETTO “ALI NUOVE” a Salice Salentino: comunità educativa e centro socio-educativo diurno per misure alternative alla detenzione di minori entrati nel circuito penale. • “PROGETTO OASI”: in collaborazione con A.N.A.C. - Associazione Nazionale Adozioni Congo per la costruzione di un orfanatrofio a Kinshasa in Congo. Sul sito www.oasideibambini.135.it sarà possibile seguire la realizzazione e lo sviluppo dei progetti e le modalità di spesa delle somme provenienti dal cinque per mille, oltre alla rendicontazione finale.
10/08/2006

>>I bambini sempre più spesso accusati di stregoneri
Man mano che le elezioni presidenziali si avvicinano, le decine di migliaia di bambini di strada del Congo rischiano di essere vittime di manipolazione politica e di danni fisici, secondo quanto scrive Human Rights Watch in un dossier pubblicato il 4 aprile 2006 Fonte: Human Rights Watch 25 aprile 2006 Negli ultimi anni, i leader dei partiti politici hanno assoldato i bambini di strada per creare disordini pubblici durante le dimostrazioni di massa. In molti casi, le forze dell'ordine hanno reagito a queste proteste con un eccessivo uso della forza, portando alla morte e al ferimento di dozzine di bambini. Il dossier di 72 pagine intitolato "What Future? Street Children in the Democratic Republic of Congo," [n.d.t. "Quale futuro? I bambini di strada nella Repubblica Democratica del Congo"] documenta il modo in cui gli ufficiali delle forze dell'ordine e altri adulti abbiano la consuetudine di maltrattare i bambini di strada del Paese. Negli ultimi 10 anni, il conflitto armato, l'HIV/AIDS, le proibitive tasse per l'istruzione, e persino accuse di stregoneria hanno portato a raddoppiare il numero dei bambini di strada. Senza tetto, né cibo né altri beni necessari, questi bambini vivono nell'incertezza e nel terrore. Al posto di fornire ai bambini di strada protezione, la poliza e i soldati sono soliti esercitare violenze fisiche su questi bambini e minacciare di arrestarli per derubarli. I bambini di strada cadono vittime degli abusi fisici e sessuali di adulti e ragazzi più grandi, che approfittano della loro vulnerabilità. Lo stupro sia di bambine che di bambini è dilagante. "Come primo passo, il governo del Congo deve proteggere i bambini di strada durante il periodo delle elezioni. Gli enti dell' O.N.U. in Congo dovrebbero raddoppiare i loro sforzi per prevenire simili abusi," ha dichiarato Tony Tate, il ricercatore che si occupa di diritti dei bambini in Africa presso la Human Rights Watch e che è autore del dossier. "Le autorità congolesi dovrebbero cogliere questa opportunità per iniziare ad occuparsi degli abusi commessi ai danni dei bambini." Il governo congolese periodicamente ordina massicci rastrellamenti di bambini di strada, giustificando la loro detenzione con una legge dell'età coloniale che proibisce ai bambini di mendicare. Colpevoli soltanto di non avere una casa in cui vivere, larghi gruppi di bambini vengono rinchiusi in prigioni sovraffollate, spesso insieme a prigionieri adulti. Tenuti per giorni in condizioni deplorevoli, questi bambini vengono di solito rilasciati senza imputazioni, e poi gettati di nuovo per strada. "Le autorità congolesi dovrebbero prendersi cura dei bambini senza tetto e non metterli in prigione," ha affermato Tate. "Il governo dovrebbe porre fine a questi rastrellamenti di bambini di strada e sbarazzarsi di leggi che criminalizzano dei bambini soltanto per il fatto di essere senza tetto." Esiste un'allarmante tendenza per cui un crescente numero di bambini viene accusato di stregoneria, anche se simili accuse sono specificamente proibite dalla nuova costituzione del Congo. Orfani o bambini che vivono con genitori adottivi sono particolarmente esposti a questo tipo di accuse, da parte dei loro parenti in vita, che li accusano di essere stregoni responsabili delle disgrazie della famiglia. I bambini accusati vengono spesso trascurati, maltrattati e mandati via dalle loro case. Gli enti che lavorano insieme ai bambini di Kinshasa stimano che ben il 70 per cento dei bambini di strada della città sono stati accusati di stregoneria prima di finire per strada. Ministri di culto specializzati o profeti delle "chiese revivaliste" eseguono riti per liberare i bambini dalla loro stregoneria. In molte di queste chiese, dozzine di bambini alla volta possono venir tenuti per giorni senza né cibo né acqua. Nei peggiori casi i bambini vengono frustati, pcchiati o vengono somministrati loro dei purgativi finché non confessano la loro stregoneria. E anche dopo che questo trattamento è concluso, comunque i bambini possono essere vittime di ulteriori violenze a casa e venire infine abbandonati. "La nuova costituzione del Congo vieta espressamente di accusare di stregoneria dei bambini," ha dichiarato Tate. "Le autorità congolesi devono prendere provvedimenti contro gli adulti che maltrattano i bambini." I bambini affetti da HIV/AIDS sono particolarmente esposti ad accuse di stregoneria. Avendo la convinzione che l'HIV si possa trasmettere con la stregoneria, i familiari a volte danno la colpa ai bambini per aver causato la morte di AIDS dei loro genitori. Questi bambini, che sono già orfani con AIDS, diventano doppiamente vittime dell'epidemia. Le campagne nazionali per la prevenzione dell'HIV/AIDS devono educare l'opinione pubblica congolese riguardo alle cause che provocano l'HIV/AIDS e respingere l'idea che possa venire trasmesso attraverso la stregoneria. Testimonianze tratte dal dossier: "La nostra preoccupazione è questa: cosa ne sarà di questi bambini domani? Migliaia di bambini che vivono per le strade senza supervisione, senza istruzione, senza amore né cure, abituati a violenze e a maltrattamenti quotidiani. Che futuro c'è per questi bambini e per il nostro Paese?" - Un educatore di bambini di strada di Lubumbashi "La vita è dura qui per le strade, veniamo continuamente molestati dalle forze militari. Vengono di notte, a qualsiasi ora dopo le 10:00 di sera. Ci picchiano con le loro mani o ci prendono a calci con i loro stivali. Ci chiedono sempre soldi o oggetti che possono vendere... si salva solo chi scappa via senza venir preso. Se abbiamo lavorato tutto il giorno per 100 franchi, ci rubano pure quelli." - Emmanuel, un bambino di strada di 14 anni di Goma "Alcuni bambini stavano rubando nel mercato, e la polizia ha arrestato un intero gruppo di bambini di strada della zona. Eravamo più di 20 bambini chiusi a chiave in una piccola stanza. Siamo stati frustati con un cavo di plastica sulle natiche. I bambini piangevano e gridavano. I miei amici hanno pagato 400 franchi ai poliziotti per farli fermare, e quel giorno io sono stata rilasciata." - Rebecca, una ragazza di strada di 17 anni di Goma "A volte degli uomini vengono a prendermi con la forza e poi, mi lasciano senza soldi. Accade spesso... Ho iniziato questo lavoro quando avevo 10 anni. Non è una bella vita. Io vorrei andarmene da qualche altra parte e studiare." - Amelie, una ragazza di strada di 15 anni di Lubumbashi "Ho iniziato a trascorrere sempre più tempo fuori casa nel complesso di una chiesa vicina. Un giorno mio fratello mi ha trovato lì e mi ha picchiato malamente prendendomi a pugni, ordinandomi di lasciare il vicinato. Il pastore di quella chiesa ha detto a mio fratello di smettere di picchiarmi, ma sembrava che anche lui credesse come mio fratello che io fossi uno stregone e mi ha fatto andar via da quella chiesa. Non avevo altra scelta che andare a vivere per strada." - Albert, un ex ragazzo di strada di 10 anni di Mbuji-Mayi "Non avevamo il permesso di mangiare né di bere per tre giorni [sia in chiesa che a casa]. Il quarto giorno, il profeta ci ha fatto tenere le mani sopra una candela, per farci confessare." - Brian, 12 anni, un bambino di strada accusato di stregoneria a Kinshasa "Gli stregoni bambini hanno il potere di trasmettere qualsiasi malattia, anche l'AIDS, ai propri familiari. L'AIDS è una malattia misteriosa che è usata come arma da chi pratica la stregoneria." - Un profeta specializzato in stregoneria dei bambini presso una chiesa revivalista a Mbuji-Mayi I giornalisti interessati a ricevere le foto di Marcus Bleasdale che accompagnano il dossier dovrebbero prima visitare il sito: http://hrw.org/photos/2006/drc/streetkids/and e poi contattare a New York, Veronica Matushaj: +1-212-216-1802 Note: http://www.hrw.org/english/docs/2006/04/01/congo13111.htm Tradotto da Cristina Pezzolesi per www.peacelink.it. Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte, l'autore e il traduttore.
26/04/2006

>>UN GOAL PER LA VITA
<B>UN GOAL PER LA VITA</b>UN GOAL PER LA VITA Il 29 aprile alle ore 10.00, si terrà presso lo stadio comunale di Francavilla Fontana una partita di beneficenza a favore del progetto OASI della nostra associazione. La partita sarà disputata tra i componenti dell'Amministrazione Comunale di Francavilla Fontana ed il Gruppo Comico dei MUDU' di Uccio De Santis. L'ingresso è ad offerta libera. Si ringraziano tutti i cittadini che interverranno.
12/04/2006