![]() Progetto di Cooperazione Internazionale tra l'ANAC Pupilles du Congo e Architettura Senza Frontiere Onlus L’obiettivo comune del progetto è quello di valorizzare e concretizzare le potenzialità e le risorse della comunità locale creando un’oasi dove i minori abbandonati o orfani possano trovare accoglienza dal punto di vista umano e possano usufruire di strutture primarie ( bagni, punti fuoco per cottura cibo e sterilizzazione dell’acqua ) riducendo il rischio di malattie infettive . In relazione a quanto detto le attività programmate saranno finalizzate all’ istruzione, alla sensibilizzazione e all’educazione alla manualità attraverso piccoli lavori artigianali ed agricoli valorizzando i loro prodotti e la loro cultura. Visualizza l'articolo completo |
| 02/05/2009 |
AUGURIAMO A TUTTI I VISITATORI BUONE VACANZE PER IL SANTO NATALE E UN FELICE ANNO NUOVO. CONFIDIAMO NELLA SOLIDARIETA' DEI VISITATORI AFFINCHE' QUEST'ANNO SI UNISCANO A NOI PER OFFRIRE UN SORRISO AI NOSTRI BAMBINI. IL NATALE E' PER TUTTI, PER LORO LA NOSTRA GENEROSITA' SI TRASFORMA IN UN'OPERA ESSENZIALE AL LORO SOSTENTAMENTO E UN GESTO PER NOI INSIGNIGICANTE RISULTA PER LORO DI VITALE IMPORTANZA. DI SEGUITO SI RIPORTANO LE COORDINATE BANCARIE PER DONAZIONI LIBERE: Bonifico sul c/c bancario N° 6153 / 14862419 Bonifico sul c/c bancario Europee (IBAN): IT24 F010 1079 1916 1531 4862 419 BANCO DI NAPOLI S.P.A. – CORSO UMBERTO I N° 10/18 CAP 72021 FRANCAVILLA FONTANA (BR) ITALIA (IT) POTETE SCARICARE IL MODULO PER LE LE ADOZIONI A DISTANZA CLICCANDO QUI GRAZIE PER L'ATTENZIONE E BUONE FESTE. |
| 22/12/2008 |
Anche quest'anno l'A.N.A.C. è presente alla raccolta fondi per il progetto OASI volto alla costruzione di un orfanotrofio nuovo ed attrezzato per ospitare un centinaio di bambini orfani che versano in condizioni estreme in una vecchia struttura privi dei beni e mezzi primari: alimenti, acqua, servizi igienici sono praticamente assenti. L'A.N.A.C. sostiene questi bambini, ma non ci si può fermare qui. Lo scopo di tale raccolta è quello di ridare a tali bambini una vita dignitosa e la possibilità di crescere per un proprio futuro.
Per la donazione ci si riferisca alla P.IVA 02014930750. E' possibile seguire lo sviluppo del progetto consultando il sito www.oasideibambini.135.it. Per contribuire alla raccolta fondi scarica e distribuisci il volantino informativo. |
| 24/04/2007 |
L'ANAC "Pupilles du Congo" saluta gli operosi e volenterosi ragazzi del Fantafobal e la LISTA qIN di Brescia per la raccolta svolta a favore dei bambini del Congo. Il nostro lavoro e impegno è maggiormente rafforzato dalle persone semplici ed è anche per merito delle piccole iniziative che le speranze di molte bambini possono diventare qualcosa di più. Grazie. |
| 16/03/2007 |
Mons. Valerio Eko, referente A.N.A.C. "Pupilles du Congo" in Congo, consegna al Ministro degli Affari Sociali congolese Laurent OTETE OMANGA W’OTETE il titolo di socio onorario dell'ente per l'impegno e la collaborazione profusa verso la stessa.
Viene rinnovata e rinsaldata l'amicizia tra l'A.N.A.C. ed il governo della Repubblica Democratica del Congo.
A sottolineare l'evento si riportano le parole espresse dal Ministro: Spesso nel suo campo lavorativo, l'aiuto viene come una goccia d'acqua nel mare dei bisogni dopo la guerra e la povertà che conosce del paese. Ciò che conta è il cuore con il quale questo aiuto viene dato che qualifica il gesto. L'altruismo è l'amore fraterno perchè siamo tutti figli di un solo Padre Eterno...
vedi Orphanilait Mama Elena |
| 04/01/2007 |
| Tregua o fine della guerra? Da domenica 20 agosto fino ad oggi a mezzogiorno, abbiamo passato dei brutti momenti per questa guerra a Kinshasa. Tutto è cominciato con l'annuncio dei risultati delle votazioni dei candidati presidenti della repubblica. Ne sono rimasti due fra i quali scegliere. E' scoppiata una sparatoia nella città. Una vera tragedia con il fumo nero e un rumore incredibile dei fucili pesanti di guerra: sembrava un film o il medioriente. Piano piano sappiamo più o meno che c'è la tregua o la fine della guerra a Kinshasa. Alcuni morti, alcuni feriti, la TV non dice niente...Questa mattina dalle 6 fino alle 8, proprio davanti alla procura c'è stato un gruppo di militari che sparava in disordine. C'era un po' di paura. I militari non volevano vedere un gruppo di persone camminare insieme. Adesso, niente. Tregua o fine della guerra? Non si sa. Tutto sotto controllo adesso, non si sente più la sparatoia dei fucili pesanti come ieri e l'altro ieri. Però le strade erano vuote, solo i militari ben armati, a piedi o con le macchine. Fin'ora nessuno sa dire esattamente ciò che sia successo. Il padre Generale nostro non ha potuto viaggiare oggi, non c'è nessun volo nazionale né internazionale. Immagina un po' la sua situazione? Ci hanno consigliato di non uscire per cautela. Stiamo bene e confidiamo per tutto nel Signore. Padre Valerio Eko |
| 15/11/2006 |
| Sono i bambini soldato le vittime nel primo caso trattato dalla Corte criminale internazionale. Il 28 agosto, il viceprocuratore capo della Corte, Fatou Bensouda ha reso infatti noto che sono state depositate le accuse e la lista delle prove contro Thomas Lubanga Dyilo, un cittadino congolese incriminato per l'arruolamento di bambini al di sotto dei 15 anni affinche' partecipassero attivamente alle ostilita' nella Repubblica democratica del Congo. Ex capo di un gruppo della milizia nella guerra nel distretto nord-orientale di Ituri della Repubblica congolese, Thomas Lubanga Dyilo e' il presidente dell'Unione dei Patrioti Congolesi ed era il Comandante in capo dell'ala militare precedente, le forze di liberazione del Congo, ai tempi in cui i crimini sono stati commessi. L'udienza di conferma e' prevista per il prossimo 28 settembre. In essa i giudici decideranno l'eventuale rinvio a processo. Thomas Lubanga Dyilo ed il suo difensore - che riceveranno anticipatamente il documento dell'accusa - saranno presenti all'udienza con la possibilita' di obiettare alle accuse, mettere in dubbio le prove o presentarne altre a discolpa. Se le accuse saranno confermate, il caso del Lubanga sara' storicamente il primo processo davanti alla corte criminale internazionale e sara' la prima volta che un individuo sara' portato isolatamente davanti ad una corte internazionale in base a questo crimine. La Convenzione internazionale per la protezione dei minori e quella per i bambini soldato stabiliscono che i minori di 16 anni non possono essere arruolati in eserciti o gruppi di militanti armati e che prima dei 18 anni non possano essere impiegati nella zona dei combattimenti attivi. 54 gruppi di 11 Paesi, fra cui le Tigri Tamil dello Sri Lanka, le FARC colombiane, i miliziani Janjaweed in Darfur, il partito Comunista-Maoista in Nepal e l'esercito di resistenza del Signore in Uganda, utilizzano bambini - talora di meno di dieci anni - come soldati, servi o schiavi sessuali per i combattenti. Secondo l'ONU, piu' di due milioni di bambini sono morti nell'ultimo decennio in situazioni di conflitto armato, mentre sei milioni hanno subito amputazioni o altri effetti gravi e irreversibili. La corte criminale internazionale - che e' un tribunale permanente e non coincide con il Tribunale internazionale dell'ONU - e' stata fondata con lo statuto di Roma il 17 luglio 1998, una convenzione ratificata ad oggi da 101 Paesi del mondo, e si occupa di genocidi, crimini di guerra e crimini contro l'umanita', perseguendo singoli, e non Stati. Altri casi all'attenzione della Corte sono quello dell'Armata del Signore in Uganda, ma anche la Repubblica democratica del Congo e la Repubblica centroafricana hanno chiesto che la corte studi i crimini commessi sul loro territorio, mentre il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha chiesto alla Corte di occuparsi del la situazione del Darfur, in Sudan. Tratto da www.osservatoriosullalegalita.org |
| 31/08/2006 |
| lunedì 23 gennaio 2006 12:38:39 (informazioni da CET da lumachina) Coltan, risparmi enegia ma consumi ambiente Cinque anni fa si è parlato molto di Coltan (columbite-tantalite), un minerale da cui si estrae il tantalio che, se usato nei circuiti elettrici, permette di risparmiare energia per far funzionare più a lungo, ad esempio, i cellulari e i computer portatili. Il problema era che, per setacciare la sabbia ricca di coltan nelle foreste del Congo, si sfasciava l'ambiente dei gorilla e, peggio, si sfruttavano i minatori congolesi. 10.000 agricoltori sono state trasfreriti in minera per rispondere alla crescente domanda di questo minerale, i cui guadagni servivano a mantenere l'esercito; a loro si sono aggiunti i prigionieri di guerra ruwandesi. Tutti quanti si procacciavano cibo ammazzando le specie protette nei parchi naturali. Motorola e la Nokia hanno chiesto ai propri fornitori di non usare tantalio proveniente dal Congo. Pare che siano stati trovati giacimenti di coltan in Brasile e in Australia. La situazione era così grave da spingere l'IUCN (International Union for Conservation of Nature) a chiedere alle Nazioni Unite di mettere sotto embargo il coltan del Congo. Voci di protesta si sono levate contro l'embargo voluto dalle Nazioni unite: anche gli ambientalisti locali sostengono che l'estrazione del coltan è comunque meno distruttiva del disboscamento, l'altra risorsa a portata di mano. Una ditta statunitense (Eco-cell) cerca di cavalcare le richieste degli ambientalisti preoccupati per l'ambiente offrendosi di riciclare i telefonini vecchi. Fino al 2004 lo faceva anche Vodafone. Il coltan serve anche per fare pezzi di motore degli aerei, airbag, fibre ottiche, ... insomma, i problemi ambientali sono una gran bella matassa: prima di cambiare telefonino, pensateci su. |
| 10/08/2006 |
| Società Cooperativa Sociale Onlus “Europa Educazione” Viale dello Stadio, 11 - 73100 LECCE Tel. 0832.315166 – Fax. 0832.316594 www.oasideibambini.it La Società Cooperativa Sociale onlus “Europa Educazione” può essere destinataria del 5 per mille da parte dei contribuenti La legge finanziaria ha previsto per l’anno 2006, a titolo sperimentale, la destinazione in base alla scelta del contribuente di una quota pari al cinque per mille della imposta sul reddito delle persone fisiche per finalità a sostegno del volontariato, onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni ed altre enti e realtà riconosciute. Il contribuente può destinare la quota del cinque per mille della sua imposta sul reddito, relativa al periodo di imposta 2005, scrivendo il codice fiscale dell’ente al quale vuole devolvere la quota prevista. Bisogna apporre nel riquadro “A”, già predisposto sui modelli di dichiarazione (CUD 2006, 730/1-bis redditi 2005, Unico 2006), il codice fiscale dell’ente prescelto. Quanti vorranno destinare il cinque per mille del proprio reddito alla Società Cooperativa Sociale “Europa Educazione” Onlus dovranno apporre nel riquadro “A” il seguente codice fiscale: 02014930750 Le somme derivanti dal cinque per mille alla Società Cooperativa Sociale “Europa Educazione” onlus saranno utilizzate per progetti attivati e da attivare: • CENTRO EDUCATIVO PER L’INFANZIA “Don Gaetano Quarta” a Lecce: asilo nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria ad indirizzo montessoriano • PROGETTO “DOPO DI NOI” a Tuglie e Lecce: assistenza ed accoglienza portatori di handicap che abbiano perso temporaneamente o definitivamente i riferimenti familiari • PROGETTO “ALI NUOVE” a Salice Salentino: comunità educativa e centro socio-educativo diurno per misure alternative alla detenzione di minori entrati nel circuito penale. • “PROGETTO OASI”: in collaborazione con A.N.A.C. - Associazione Nazionale Adozioni Congo per la costruzione di un orfanatrofio a Kinshasa in Congo. Sul sito www.oasideibambini.135.it sarà possibile seguire la realizzazione e lo sviluppo dei progetti e le modalità di spesa delle somme provenienti dal cinque per mille, oltre alla rendicontazione finale. |
| 10/08/2006 |
| Man mano che le elezioni presidenziali si avvicinano, le decine di migliaia di bambini di strada del Congo rischiano di essere vittime di manipolazione politica e di danni fisici, secondo quanto scrive Human Rights Watch in un dossier pubblicato il 4 aprile 2006 Fonte: Human Rights Watch 25 aprile 2006 Negli ultimi anni, i leader dei partiti politici hanno assoldato i bambini di strada per creare disordini pubblici durante le dimostrazioni di massa. In molti casi, le forze dell'ordine hanno reagito a queste proteste con un eccessivo uso della forza, portando alla morte e al ferimento di dozzine di bambini. Il dossier di 72 pagine intitolato "What Future? Street Children in the Democratic Republic of Congo," [n.d.t. "Quale futuro? I bambini di strada nella Repubblica Democratica del Congo"] documenta il modo in cui gli ufficiali delle forze dell'ordine e altri adulti abbiano la consuetudine di maltrattare i bambini di strada del Paese. Negli ultimi 10 anni, il conflitto armato, l'HIV/AIDS, le proibitive tasse per l'istruzione, e persino accuse di stregoneria hanno portato a raddoppiare il numero dei bambini di strada. Senza tetto, né cibo né altri beni necessari, questi bambini vivono nell'incertezza e nel terrore. Al posto di fornire ai bambini di strada protezione, la poliza e i soldati sono soliti esercitare violenze fisiche su questi bambini e minacciare di arrestarli per derubarli. I bambini di strada cadono vittime degli abusi fisici e sessuali di adulti e ragazzi più grandi, che approfittano della loro vulnerabilità. Lo stupro sia di bambine che di bambini è dilagante. "Come primo passo, il governo del Congo deve proteggere i bambini di strada durante il periodo delle elezioni. Gli enti dell' O.N.U. in Congo dovrebbero raddoppiare i loro sforzi per prevenire simili abusi," ha dichiarato Tony Tate, il ricercatore che si occupa di diritti dei bambini in Africa presso la Human Rights Watch e che è autore del dossier. "Le autorità congolesi dovrebbero cogliere questa opportunità per iniziare ad occuparsi degli abusi commessi ai danni dei bambini." Il governo congolese periodicamente ordina massicci rastrellamenti di bambini di strada, giustificando la loro detenzione con una legge dell'età coloniale che proibisce ai bambini di mendicare. Colpevoli soltanto di non avere una casa in cui vivere, larghi gruppi di bambini vengono rinchiusi in prigioni sovraffollate, spesso insieme a prigionieri adulti. Tenuti per giorni in condizioni deplorevoli, questi bambini vengono di solito rilasciati senza imputazioni, e poi gettati di nuovo per strada. "Le autorità congolesi dovrebbero prendersi cura dei bambini senza tetto e non metterli in prigione," ha affermato Tate. "Il governo dovrebbe porre fine a questi rastrellamenti di bambini di strada e sbarazzarsi di leggi che criminalizzano dei bambini soltanto per il fatto di essere senza tetto." Esiste un'allarmante tendenza per cui un crescente numero di bambini viene accusato di stregoneria, anche se simili accuse sono specificamente proibite dalla nuova costituzione del Congo. Orfani o bambini che vivono con genitori adottivi sono particolarmente esposti a questo tipo di accuse, da parte dei loro parenti in vita, che li accusano di essere stregoni responsabili delle disgrazie della famiglia. I bambini accusati vengono spesso trascurati, maltrattati e mandati via dalle loro case. Gli enti che lavorano insieme ai bambini di Kinshasa stimano che ben il 70 per cento dei bambini di strada della città sono stati accusati di stregoneria prima di finire per strada. Ministri di culto specializzati o profeti delle "chiese revivaliste" eseguono riti per liberare i bambini dalla loro stregoneria. In molte di queste chiese, dozzine di bambini alla volta possono venir tenuti per giorni senza né cibo né acqua. Nei peggiori casi i bambini vengono frustati, pcchiati o vengono somministrati loro dei purgativi finché non confessano la loro stregoneria. E anche dopo che questo trattamento è concluso, comunque i bambini possono essere vittime di ulteriori violenze a casa e venire infine abbandonati. "La nuova costituzione del Congo vieta espressamente di accusare di stregoneria dei bambini," ha dichiarato Tate. "Le autorità congolesi devono prendere provvedimenti contro gli adulti che maltrattano i bambini." I bambini affetti da HIV/AIDS sono particolarmente esposti ad accuse di stregoneria. Avendo la convinzione che l'HIV si possa trasmettere con la stregoneria, i familiari a volte danno la colpa ai bambini per aver causato la morte di AIDS dei loro genitori. Questi bambini, che sono già orfani con AIDS, diventano doppiamente vittime dell'epidemia. Le campagne nazionali per la prevenzione dell'HIV/AIDS devono educare l'opinione pubblica congolese riguardo alle cause che provocano l'HIV/AIDS e respingere l'idea che possa venire trasmesso attraverso la stregoneria. Testimonianze tratte dal dossier: "La nostra preoccupazione è questa: cosa ne sarà di questi bambini domani? Migliaia di bambini che vivono per le strade senza supervisione, senza istruzione, senza amore né cure, abituati a violenze e a maltrattamenti quotidiani. Che futuro c'è per questi bambini e per il nostro Paese?" - Un educatore di bambini di strada di Lubumbashi "La vita è dura qui per le strade, veniamo continuamente molestati dalle forze militari. Vengono di notte, a qualsiasi ora dopo le 10:00 di sera. Ci picchiano con le loro mani o ci prendono a calci con i loro stivali. Ci chiedono sempre soldi o oggetti che possono vendere... si salva solo chi scappa via senza venir preso. Se abbiamo lavorato tutto il giorno per 100 franchi, ci rubano pure quelli." - Emmanuel, un bambino di strada di 14 anni di Goma "Alcuni bambini stavano rubando nel mercato, e la polizia ha arrestato un intero gruppo di bambini di strada della zona. Eravamo più di 20 bambini chiusi a chiave in una piccola stanza. Siamo stati frustati con un cavo di plastica sulle natiche. I bambini piangevano e gridavano. I miei amici hanno pagato 400 franchi ai poliziotti per farli fermare, e quel giorno io sono stata rilasciata." - Rebecca, una ragazza di strada di 17 anni di Goma "A volte degli uomini vengono a prendermi con la forza e poi, mi lasciano senza soldi. Accade spesso... Ho iniziato questo lavoro quando avevo 10 anni. Non è una bella vita. Io vorrei andarmene da qualche altra parte e studiare." - Amelie, una ragazza di strada di 15 anni di Lubumbashi "Ho iniziato a trascorrere sempre più tempo fuori casa nel complesso di una chiesa vicina. Un giorno mio fratello mi ha trovato lì e mi ha picchiato malamente prendendomi a pugni, ordinandomi di lasciare il vicinato. Il pastore di quella chiesa ha detto a mio fratello di smettere di picchiarmi, ma sembrava che anche lui credesse come mio fratello che io fossi uno stregone e mi ha fatto andar via da quella chiesa. Non avevo altra scelta che andare a vivere per strada." - Albert, un ex ragazzo di strada di 10 anni di Mbuji-Mayi "Non avevamo il permesso di mangiare né di bere per tre giorni [sia in chiesa che a casa]. Il quarto giorno, il profeta ci ha fatto tenere le mani sopra una candela, per farci confessare." - Brian, 12 anni, un bambino di strada accusato di stregoneria a Kinshasa "Gli stregoni bambini hanno il potere di trasmettere qualsiasi malattia, anche l'AIDS, ai propri familiari. L'AIDS è una malattia misteriosa che è usata come arma da chi pratica la stregoneria." - Un profeta specializzato in stregoneria dei bambini presso una chiesa revivalista a Mbuji-Mayi I giornalisti interessati a ricevere le foto di Marcus Bleasdale che accompagnano il dossier dovrebbero prima visitare il sito: http://hrw.org/photos/2006/drc/streetkids/and e poi contattare a New York, Veronica Matushaj: +1-212-216-1802 Note: http://www.hrw.org/english/docs/2006/04/01/congo13111.htm Tradotto da Cristina Pezzolesi per www.peacelink.it. Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte, l'autore e il traduttore. |
| 26/04/2006 |